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Friday, 13 April 2018

Agricoltori di Isfahan alla manifestazione di protesta “Il nostro nemico è proprio qui; E’ una menzogna che è l’America”

Radio Farda: Secondo i rapporti pubblicati sui social network, venerdì il 13 aprile, gli agricoltori di Isfahan hanno marciato in un corteo di protesta contro la "cattiva gestione delle risorse idriche."

Dai video e notizie locali pubblicati sui social, risulta che le manifestazioni sono accadute nella piazza di Khorasgan a Isfahan e dintorni.

I video mostrano la notevole presenza di donne in piazza e i manifestanti che cantano: Il nostro nemico è proprio qui; E’ una menzogna che è l’America”


Le segnalazioni inoltre parlano della presenza della polizia antisommossa su carrelli a spruzzo d’acqua e fucili a gas lacrimogeno, lungo il percorso dei manifestanti.





I filmati dimostrano inoltre il discorso del comandante delle forza armate tra gli agricoltori che smentiscono le sue affermazioni.  Lui nelle sue dichiarazioni sostiene che nella Repubblica Islamica con l’ordine del leader spirituale, sono state prese azioni contro tutti coloro che hanno commesso l’appropriazione indebita.  Lui inoltre sostiene che i governatori di altri paesi del mondo, compreso Mitterrand e Netanyahu, sono corrotti ma nella Repubblica Islamica tutti i corrotti sono stati confrontati.
Tale affermazione è in contraddizione con quanto riportato dalle agenzie stampa internazionali e Mitterrand è morto da 22 anni.



Pressioni delle forze di sicurezza contro gli operai del settore di acciaio in Iran


Radio Farda:  Arrivano notizie dalla città di Ahwaz sulle pressioni delle forze di sicurezza e amministrative contro gli operai del Gruppo Nazionali di Acciaio in Iran. Secondo una delle organizzazioni dei lavoratori alcuni operai sono stati impediti di entrare nel complesso.



Unione Indipendente dei Lavoratori dell’Iran ha denununciato che l’azienda il giorno 11 aprile, ha bloccato i badge degli operai e per mettre i lavoratori sotto pressione, gli ha impedito di entrare nello stabilimento.

Gli operai che sono stati impediti di entrare sono Karim Siahi, Peyman Shajarati, Rahim Saidi e Hamed Baseri.

Secondo Unione Indipendente dei Lavoratori dell’Iran, mercoledì, Hafez Kanani uno degli operai del Gruppo di Acciaio è stato convocato presso la polizia di sicurezza e intelligence ed è stato rilasciato dopo ore di interrogazione.

La polizia inoltre, giovedì, si è presentato presso le case di altri tre operai con lo scopo di intimidire i lavoratori, ma i tre non erano a casa.

Queste misure sono state prese dopo un mese di scioperi, cortei e proteste da parte di 4000 operai attraverso cui erano riusciti ad ottenere il pagamento sospeso di due mesi di stipendio.  Il pagemento di un'altra parte delle spettanze resta comunque sospesa.

Negli ultimi anni, il mancato pagamento dello stipendio dei lavoratori è diventato uno dei maggiori motivi di protesta per gli operai delle diverse città iraniane.

L’agenzia stampa Fars settimana scorsa ha parlato di 300 manifestazioni da parte degli operai nel corso dell’anno precedente solo in Khuzestan.

Secondo Unione Indipendente dei Lavoratori in Iran, gli operai della divisione delle tubazioni dello stabilimento, che contrariamente ad altre tre divisioni è ancora attiva, hanno scioperato in solidarietà con le pressioni messe sui propri compagni.


Wednesday, 11 April 2018

Agricoltori di Isfahan: Lasciate stare la Siria, Pensate a noi


Radio Farda: Gli agricoltori di Isfahan con le loro famiglie mercoledì ancora una volta hanno manifestato per rivendicare i propri diritti idrici. Uno dei comandanti della polizia ha detto ai contadini di “non stare ad ascoltare a quattro delinquenti e opportunisti”.


Uno degli slogan dei manifestanti era: “Lasciate la Siria, Pensate a noi”.

I manifestanti inoltre, facendo riferimento alle difficoltà riscontrate a causa del mancato ricevimento dei diritti idrici, hanno gridato “siamo in lutto oggi, la vita del contadino è saltata nell'aria oggi”.

I filmati delle manifestazioni dimostrano che le forze dell’ordine hanno impedito al corteo di proseguire.

Uno dei comandanti della polizia ha detto ai manifestanti: “non lasciate che approfittino di voi. Chi lancia gli slogan non pertinenti all’acqua  e chi manipola lanciando gli slogan politici e di parte, è un ipocrita. La gente stessa impedisca che questo raduno tranquillo si trasformi in disordine“.

Gholamhossein Ejehi, il portavoce del sistema giudiziario aveva precedentemente indirizzato gli agricoltori il 18 marzo chiedendogli di “non permettere agli opportunisti di raggiungere il loro raduno e manipolare i loro diritti.”

Un altro comandante della polizia aveva detto ai manifestanti di “non ascoltate a quattro delinquenti e opportunisti” e di recarsi alle moschee nei vari quartieri in modo che venire ascoltati dagli addetti al lavoro.

Il comandante in questione riferiva allo slogan lanciato dagli agricoltori martedì chiamando il governo “l'ingannatore del popolo”.

Gli agricoltori anche in precedenza,, in alcuni raduni e cortei di protesta nel mese di marzo, avevano accusato il presidente Rouhani di aver raccontato menzogne.

I manifestanti a seguito delle affermazioni del comandante di polizia hanno gridato “Polizia, Vergogna Vergogna”.

L’ondata di proteste degli agricoltori di Isfahan è iniziata verso gli inizi di marzo (le ultime settimane dell’anno persiano). Gli agricoltori protestano per il mancato riconoscimento dei diritti idrici del fiume di Zayande Rud che negli ultimi anni soffre di forte siccità.

Secondo l’agenzia della stampa del governo, IRNA, ci sono circa 300 mila abitanti nella parte orientale di Isfahan e la maggior parte vive dall’agricoltura ma la siccità gli ha sottoposti a problematiche di lavoro e di sussistenza.

Secondo IRNA la quota dei diritti idrici degli agricoltori di Isfahan orientale è pari a 400 milioni di mc ma negli anni scorsi, non gli sono stati riconosciuti i diritti per tale importo. Nonostante Zayande Rud abbia ripreso a scorrere in un determinato periodo dell’anno scorso, solo circa 40% dei 100 mila ettari di terreni agricoli sono stati coltivati in Isfahan orientale.

Secondo quanto deliberato dal Consiglio di Coordinamento di Zayande Rud, visto che i livelli  d’acqua nella diga di Z.Rud sono raggiunti i più bassi negli ultimi 50 anni, non ci la sarà possibilità di aprire la diga per uso agricolo dell’acqua quest’anno.

Gli agricoltori di Isfahan negli ultimi anni hanno protestato contro il trasferimento dell’acqua a Yazd e nel 2002 alcuni di loro hanno rotto le condotte d’acqua che è finito in scontri con le forze dell’ordine in cui alcuni contadini sono rimasti feriti.

Gli agricoltori l’anno scorso in agosto hanno bloccato l’ingresso della città di Isfahan con i  propri mezzi pesanti in segno di protesta.

Secondo le notizie pubblicate da altri fonti, non sono solo gli agricoltori di Isfahan che devono far conti con la crisi dell’acqua.  Risultano colpite anche altre regioni del paese quali Kerman, Khuzestan, Hormozgan, Sud Khorasan, Azarbaijan dell’ovest e Sistan.   


Saturday, 7 April 2018

Nuove proteste di agricoltori a Isfahan contro la mancanza dell'acqua


Radio FardaVarie fonti dai canali social, danno notizie di manifestazioni a Isfahan nelle vicinanze dello storico Ponte di Khaju, uno dei luoghi più importanti della città. Le segnalazioni inoltre, parlano di tentativi della polizia di disperdere i manifestanti.

Forte presenza delle forze dell'ordine alla manifestazioni degli agricolotori al Ponte di Khaju

La città di Isfahan, da qualche settimana prima dell’anno nuovo Iraniano, è stata scena di una nuova ondata di proteste da parte dei contadini di Isfahan orientale che protestano contro le problematiche idriche e la mancanza di ricevimento dei loro diritti idrici.  Il punto risaliente di queste proteste è stato l’azione simbolico di protesta dei contadini durante l’ultima preghiera di venerdì dell’anno, quando gli stessi si sono seduti con le spalle girate all’Imam.

Gli agricoltori in questa occasione cantavano “con le spalle al nemico, la faccia verso la patria”.

Queste proteste sono iniziate verso gli inizi del mese di marzo, quando l’8 marzo un gran numero di agricoltori di Varzaneh, hanno partecipato ad un corteo di protesta contro la mancanza di assegnazione dei diritti idrici, lanciando degli slogan contro il presidente Rouhani.

Nelle settimane scorse, le autorità locali e governative, hanno ripetutamente parlato delle misure da adottare e promesso di riconoscere i diritti idrici e l’indennità per il mancato piantumazione. Ma le proteste dei contadini continuano.




L’ultima ondata di queste proteste è accaduta sabato 7 aprile, sul lato nord del ponte di Khaju e vicino alla sede della televisione locale quando i contadini si sono riuntiti e hanno lanciato gli slogan: “l’acqua del fiume di Zayandeh Rud, è il nostro diritto assoluto” e “lo sgrido del contadino è lo sgrido del fiume Zendeh Rud”.

I filmati pubblicati sui canali social dimostrano la presenza di un gran numero dei manifestanti e in alcune immagini si vede la presenza numerosa delle forze dell’ordine che cercano di disperdere i manifestanti.

Nel frattempo il sito internet Isfahan Shargh, ha dato notizie di un incontro avvenuto nella giornata di sabato tra i rappresentanti degli agricoltori e i rappresentanti della Regione di Isfahan al parlamento, in cui il governatore di Isfahan, Mohsen Mehr Alizade, riferendosi a ciò che egli chiama "misure appropriate per migliorare la condizione degli agricoltori", ha detto che "non c'è motivo per manifestare".

Il governatore ha fatto riferimento alla situazione grave delle piogge dello scorso anno affermando che la situazione dell’acqua potabile fosse molto preoccupante e che l’uso non autorizzato dell’acqua sarebbe il fattore determinante che mette in difficoltà la fornitura dell’acqua potabile.

Il governatore ha inoltre aggiunto che durante la seduta partecipata dai  Ministri d’Interno e dell’Energia nonché i governatori di Isfahan, Char Mahal e Bakhtiaari, il tema dell’”uso non autorizzato dell’acqua” è stato analizzato e il “comitato di compatibilità con la carenza dell’acqua” ha deliberato di intraprendere delle misure serie per confrontare l’utilizzo non autorizzato dell’acqua.

Anche negli anni precedenti, sono scoppiate proteste degli agricoltori di Isfahan contro il trasferimento dell’acqua di fiume Zayande Rud a Yazd.  Nel 2012 gli agricoltori avevano rotto le condotte dell’acqua e ci sono stati confronti con la polizia durante i quali alcuni contadini sono rimasti feriti.




Il novembre scorso, gli agricoltori hanno protestato con i propri trattori bloccando l’ingresso della città di Isfahan.

Secondo i vari rapporti, l'essiccazione del il più grande fiume dell'altopiano centrale dell'Iran, Zayande Rud, ed il trasferimento della sua acqua nel deserto di Yazd e Qom per rivitalizzare le industrie che necessitano acqua, presto renderà il sostentamento attraverso l'agricoltura impossibile in questa regione.

Inoltre, i terreni agricoli dell'est di Isfahan, composte prevalentemente di grano, orzo e erba medica, non solo sono rimasti senza raccolta, ma sono anche diventati una fonte di polvere sospese.


Alcuni membri della Casa del Contadino di Isfahan, hanno affermato che negli ultimi anni, le condizioni di vita di quasi un milione di agricoltori, la maggior parte dei quali vive nelle regioni orientali della provincia, hanno subito grave crisi a causa della mancanza di acqua.

Assegni rigettati dalle banche, ordini di arresto emesse e emigrazione dal luogo di residenza, sono alcuni problemi con cui gli agricoltori sono stati costretti a fare conti nell’ultimo periodo.