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Sunday, 3 June 2018

Il quarto giorno di protesta dei lavoratori di acciaio di Ahwaz: scontri con la polizia


500 lavoratori del gruppo industriale nazionale di Acciaio di Ahwaz continuano le proteste per il quarto giorno consecutivo davanti all’edificio della Regione di Khuzestan.



I banner dei lavoratori riportavano “noi lavoratori del gruppo nazionale non abbiamo percepito lo stipendio da mesi” e gridavano “Cittadino rimani in allerta, Ahwaz non ha un governatore”, “il governatore, il presidente della Regione sono incompetenti e indifferenti” …

Secondo il canale di Telegram della Unione Indipendente degli Lavoratori Iraniani, la polizia ha attaccato i lavoratori.  Uno dei lavoratori presenti ha raccontato che alcuni lavoratori sono rimasti feriti.  Il sito ha pubblicato una foto dei un lavoratore con il viso insanguinato.

I lavoratori hanno detto che la polizia in due volte ha cercato di scontrarsi con i manifestanti.   Secondo un operaio, la polizia ha aggredito ai lavoratori in Piazza Felestin di Ahwaz. Ha inoltre affermato che alcuni operai sono stati picchiati ma “nessuno ha subito danni seri”.

Il  gruppo industriale nazionale di Acciaio di Ahwaz è una delle industrie privatizzate in Iran che alcuni anni fa è stato trasferito a Amir Mansour Aya – Meh Afarid Khosravi.  A seguito dello scandalo di corruzione finanziaria sul gruppo, il complesso è stato affidato alle autorità giudiziarie e poi alla Banca Melli.

La Banca Melli ha venduto il complesso ad un acquirente privato che a causa delle incapacità di Abdolreza Mousavi di adempire con i propri impegni, il complesso è stato nuovamente affidato alla Banca Melli nel maggio scorso.

Tuttavia Mousavi tempo fa, ha pubblicato un testo in internet e ha sostenuto che ancora possiede le quote ed è il proprietario della società e che la banca evita di sottoscrivere il contratto.

Il complesso è considerato come una delle maggiori unità di produzione di acciaio in Iran che è andato in crisi da dieci anni e nonostante gli impegni presi dallo stato, i suoi problemi restano ancora irrisolti.

Le autorità di sicurezza nel mese di marzo a seguito delle proteste dei lavoratori di Acciaio di Ahwaz avevano fatto eruzione notturna presso le abitazioni di 10 lavoratori e gli anno arrestati e detenuti per una settimana.

Fonte: Zamaneh

Friday, 13 April 2018

Pressioni delle forze di sicurezza contro gli operai del settore di acciaio in Iran


Radio Farda:  Arrivano notizie dalla città di Ahwaz sulle pressioni delle forze di sicurezza e amministrative contro gli operai del Gruppo Nazionali di Acciaio in Iran. Secondo una delle organizzazioni dei lavoratori alcuni operai sono stati impediti di entrare nel complesso.



Unione Indipendente dei Lavoratori dell’Iran ha denununciato che l’azienda il giorno 11 aprile, ha bloccato i badge degli operai e per mettre i lavoratori sotto pressione, gli ha impedito di entrare nello stabilimento.

Gli operai che sono stati impediti di entrare sono Karim Siahi, Peyman Shajarati, Rahim Saidi e Hamed Baseri.

Secondo Unione Indipendente dei Lavoratori dell’Iran, mercoledì, Hafez Kanani uno degli operai del Gruppo di Acciaio è stato convocato presso la polizia di sicurezza e intelligence ed è stato rilasciato dopo ore di interrogazione.

La polizia inoltre, giovedì, si è presentato presso le case di altri tre operai con lo scopo di intimidire i lavoratori, ma i tre non erano a casa.

Queste misure sono state prese dopo un mese di scioperi, cortei e proteste da parte di 4000 operai attraverso cui erano riusciti ad ottenere il pagamento sospeso di due mesi di stipendio.  Il pagemento di un'altra parte delle spettanze resta comunque sospesa.

Negli ultimi anni, il mancato pagamento dello stipendio dei lavoratori è diventato uno dei maggiori motivi di protesta per gli operai delle diverse città iraniane.

L’agenzia stampa Fars settimana scorsa ha parlato di 300 manifestazioni da parte degli operai nel corso dell’anno precedente solo in Khuzestan.

Secondo Unione Indipendente dei Lavoratori in Iran, gli operai della divisione delle tubazioni dello stabilimento, che contrariamente ad altre tre divisioni è ancora attiva, hanno scioperato in solidarietà con le pressioni messe sui propri compagni.


Wednesday, 7 March 2018

500 Lavoratori della Società Internazionale di Trasporti Navali del Golfo Persico hanno protestato contro il mancato pagamento dei loro diritti contrattuali


Secondo fonti dell’agenzia stampa di lavoro ILNA, 800 dei loro colleghi nelle province hanno accumulato crediti per 5 fino a 8 mensilità di stipendio nei confronti del datore del lavoro.

Secondo altre fonti, nella giornata di mercoledì, hanno scioperato anche i lavoratori del Gruppo Nazionale dell’Industria di Acciao in Ahwaz e La Società di Zucchero di Canna di Haft Tapeh.

https://goo.gl/uBqRBf

Friday, 2 March 2018

10 lavoratori del Gruppo Nazionale di Acciaio sono stati arrestati stanotte. Le forze di sicurezza hanno impedito ai lavoratori di partecipare alle preghiere di venerdì


Unione Indipendente dei Lavoratori Iraniani ha annunciato l'arresto di oltre 10 lavoratori del Gruppo Nazionale di Acciaio di Ahwaz. La notizia parla del trasferimento dei lavoratori arrestati in carcere centrale di Ahwaz.

Gli arresti sono avvenuti durante la notte di giovedì nelle loro case da parte di alcuni funzionari di sicurezza.  L'ordine di arresto è stato emesso dall'ufficio del procuratore di Ahwaz.

Secondo il rapporto, tra gli arrestati sono  Farhad Akbarian, Morteza Akbarian, Meysam Ali Ghanavati, Amin Momenpour, Hossein Nissi, Bagher Delphi, Taghi Hassanzadeh, Hadi Afravi e Mehdi Adelzadeh.

Il motivo dell’arresto non è stato annunciato.  Da parte della magistratura e le forze dell'ordine non ci sono stati ne commenti e ne reazioni.

Nel frattempo, l'intelligence della polizia di Ahwaz ha contattato molti lavoratori del Gruppo Nazionale dell’Industria di Acciaio per ottenere gli indirizzi delle loro abitazioni.

L’Unione Indipendente dei Lavoratori Iraniani ha dichiarato che gli arresti della notte scorsa sono avvenuti quando "per mesi, i lavoratori non hanno ricevuto gli stipendi e le loro famiglie vivono in condizioni disastrose” e che tale azioni dimostrano che i governatori che per 40 anni hanno sostenuto di proteggere i poveri, attaccando i lavoratori di notte nelle loro case, cercano di costringerci a lavorare  con la fame e la repressione”.

Questa organizzazione ha condannato l’arresto degli operai e ha rivendicato la loro immediata e incondizionata libertà.

In passato ci sono stati altri casi di confronto con i lavoratori che protestano in Iran. L’anno scorso il tribunale della provincia di Khuzestan, in risposta agli scioperi dei lavoratori del Bandar Imam, gli aveva minacciato intimando azioni giudiziarie.  Allo stesso tempo, 17 operai della miniera dell’oro di Agh Dareh in Azarbayjan Occidentale sono stati condannati e fustigati.

Nel frattempo, in coincidenza con le proteste dei lavoratori in Iran, il sito web del Leader Supremo Iraniano, il 7 marzo ha pubblicato il suo discorso del 16 febbraio in cui i "nemici", sono stati accusati di istigare  "stagnazione  all’interno dei lavoratori o costringerli di commettere questi atti ".

“Imam di venerdì rimani alerta, noi  siamo lavoratori non delinquenti”
Le forze di sicurezza della Repubblica Islamica dell’Iran hanno impedito ad oltre 300 lavoratori del Gruppo Nazionale dell’Industria di Acciaio in Iran di entrare nella grande moschea di Ahwaz.

Secondo le fonti dell’Unione Indipendente dei Lavoratori Iraniani, gli operai dello stabilimento intendevano di partecipare alle preghiere di venerdì di Ahwaz be rivendicare i loro diritti ma le forze di Basij e di sicurezza gli hanno impediti” e quindi i lavoratori sono radunati davanti alla grande moschea e hanno cantato “Imam di venerdì rimani allerta, noi  siamo lavoratori non delinquenti.

Gli operati nelle preghiere di venerdì scorso in Ahvaz avevano ironicamente gridato: “Morte all’Operaio - Saluti all’Oppressore”!  Questo slogan sarcastico è in protesta all’indifferenza della direzione nei confronti delle rivendicazioni contrattuali degli operai del Gruppo Nazionale dell’Industria dell’Acciaio e è diventato virale nei social network.

Prima ancora questo slogan era stato lanciato dagli operai dello Stabilimento di Hepco il 5 febbraio. 

L’Unione Indipendente dei Lavoratori Iraniani hanno inoltre riportato che a seguito del raduno degli operai, uno dei capi delle forze di sicurezza ha cercato di fargli disperdere ma gli operai non hanno voluto lasciare il luogo della protesta e a seguire, sono arrivate sul posto le forze antisommossa sulle moto.

Secondo quanto pubblicato dall’Unione Indipendente dei Lavoratori Iraniani, il governatori di Khuzestan avrebbe dovuto andare al luogo della protesta per dialogare con gli operai.  Nel frattempo, secondo l’agenzia stampa del governo Irna, sono arrivati il capo della politzia e alcuni capi delle forze dell’ordine della regione di Khuzestan, si sono presentati e hanno promesso di dar seguito alle richieste degli operai.

Un operaio del Gruppo Nazionale dell’Industria di Acciaio, in merito a questa notizia, ha detto a Irna: “fino ad ora tanti responsabili sono venuti per parlarci per risolvere i nostri problemi ma abbiamo soltanto sentito promesse”.
Gli operai del Gruppo Nazionale dell’Industria di Acciaio in Iran nei giorni precedenti, mentre protestavano si sono radunati davanti alla Regione di Khuzestan. Hanno chiesto di pagare almeno tre mesi di stipendio arretrato e determinare le modalità del pagamento dei stipendi del mese febbraio ed il premio di Norooz ed il bonus di fine anno. Dall’altro canto il datore del lavoro ha annunciato il pagamento di un solo mese. Tale decisione ha causato la protesta degli operai che hanno chiesto le sue dimissioni e quelle del governatore.

La storia di questo stabilimento risale a 1967, l’epoca dell’avviamento della fabbrica di acciaio in Ahwaz.  Dopo la rivoluzione del 1979, lo stabilimento è stato ingrandito e negli anni scorsi è diventato di proprietà del gruppo di investimento denominato “Amir Mansour Arya”.  A seguito di appropriazione indebita della somma di 3000 miliardi di tooman, la direzione provvisoria dello stabilimento è stato trasferito alla magistratura e successivamente alla Banca Nazionale fino a novembre scorso quando il possesso dello stabilimento è stato dato a Abdolreza Mousavi che è l’amministratore delegato della compagna aerea di Zagros.
A. Mousavi è anche il proprietario della squadra di calcio di Esteghlal di Ahwaz, l’abergo Dariush ed il parco acquatico dei delfini nell’isola turistica di Kish.

Nei mesi scorsi, il mancato pagamento degli stipendi e dei benefit degli operai in diverse località iraniane, ha dato luogo a diverse loro proteste.

Fonte:

Channel Telegram della Free Trade Union of Iran Workers, agenzia di stampa IRNA e fonti di notizie / BK / MM

https://goo.gl/GRmHjg