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Friday, 23 February 2018

Video: Il grido di rabboa dei lavoratori di Acciaio di Ahwaz durante le preghiere di venerdì


Al quinto giorno dello sciopero, i lavoratori del Gruppo Industriale di Acciaio di Ahwaz, si sono presentati alle preghiere di venerdì e lanciato gli slogan:

“Salute all’oppressore, Morte all’operaio” (è uno slogan ironico adottato dagli operai dell’Iran)

“Una corruzione in meno, risolverebbe il nostro problema”

Le proteste dei lavoratori del settore di Acciaio in Ahwaz sono dovute al mancato pagamento di mesi di stipendi e la mancanza osservanza dei diritti contrattuali di categoria.



Sunday, 18 February 2018

Mancato pagamento di stipendi di 1400 lavoratori di pesca, lavoratori di miniera e del settore di Acciaio e molte altre industrie produttive in Iran


1.    Aman Kalaghi Toomaj, membro del CDA del sindacato dei pescatori della Regione di Golestan, il 18 febbraio ha denunciato che 1400 pescatori della divisione della pesca del caviale operanti press il porto di Pare Torkaman ed il porto di Oare Kumish Tappeh, non hanno ricevuto lo stipendio da 5 mesi.



2.    Il 17 febbraio, Gholamreza Taleba, il direttore operativo della casa del lavoratore della Regione di Golestan ha riferito che i lavoratori della Minieria di Yoort, da tre mesi non hanno ricevuto lo stipendio. Il miniera di Yoort, in Aprile 2017 e prima delle elezioni presidenziali, a seguito di un’esplosione è crollato e decine di lavoratori hanno perso vita nell’incidente. Taleba ha riferito che gli operai sotto pagati e non possono protestare in quanto affronterebbero espulsione.


3.    Secondo l’Unione Indipendente dei Lavoratori in Iran, gli operai del Gruppo Nazionale di Acciaio dell’Iran il 18 febbraio hanno bloccato l’ingresso dello stabilimento in protesta al mancato pagamento di 3 mesi di stipendio dichiarando che fino al pagamento di quanto gli è devuto, non consentiranno il riavvio della produzione.
In precedenza 2500 operai di questo stabilimento avevano scioperato per lo stesso motivo chiedendo che il datore di lavoro pagasse in maniera puntuale i loro stipendi e benefit.
Il Gruppo Nazionale Inustriale di Acciaio dell’Iran fu uno delle agenzie economiche appartenenti al gruppo di investimento di Amir Mansour Aria che a seguito delle vicende giudiziarie e appropriazione indebita di tre mila miliardi di tooman, aveva ceduto la direzione alla Banca Nazionale. Nei mesi scorsi la proprietà del gruppo è stata trasferita ad una società privata. Un sito internet di nome “Khuz News” aveva pubblicato che un individuo di nome “Seyed Abdolreza Mousavi” è stato il vincitore della gara della vendita organizzata dalla Banca Nazionale.

4.    Gli operai dello stabilimento privatizzato di Hepco il 5 febbraio hanno protestato contro il mancato pagamento di 7 mesi di stipendio. Gli operai hanno organizzato un corteo e una catena umana nella piazza centrale della città di Arak.




5.    Altri fonti di notizia parlano di ulteriori raduni, scioperi e proteste organizzati dalle seguenti organizzazioni:
a.    lavoratori dello stabilimento di canna di zucchero di Haft Tappeh,
b.    operai dell’appaltatore della raffineria di Abadan,
c.     lavoratori della società generale delle strade e del trasporto della Regione di Azarbayjan orientale,
d.    operai della fabbrica di Rangin nella Regione di Semnan,
e.    operai dell’organizzazione dello spazio verde del municipio di Yasooj,
f.      lavoratori della società di costruzioni di Taban a Birjand
g.    operai della zona industriale dello stabilimento petrolchimico di Mahshahr.

Fonte: Radio Farda e Ilna
https://goo.gl/PTQ8vZ

Tuesday, 6 February 2018

8 Marzo Roma: In Solidarietà con le Ragazze della Via della Rivoluzione in Iran



8 Marzo #wetoogether a Roma contro la discriminazione e a sostegno delle Ragazze della Via della Rivoluzione in Iran

L’8 Marzo è una giornata in cui le donne da ogni angolo del mondo gridano contro la disuguaglianza e la discriminazione. 


In questa giornata di lotta femminile, noi donne Iraniane residenti a Roma, diventeremo la voce delle donne iraniane in Italia. Donne coraggiose che proprio in questi giorni, stanno portando avanti una battaglia importante per il diritto all’autodeterminazione e di avere la totale autonomia della gestione del proprio corpo, che gli viene negata da decenni attraverso la pratica del velo obbligatorio.


Il 27 dicembre 2017 in fatti a Teheran, una ragazza Iraniana, Vida Movahed salì su di una cabina telefonica, si tolse il velo e lo sventolò come bandiera al vento, per protestare contro il velo obbligatorio. La ragazza, 31enne madre di una bambina di 19 mesi, fu arrestata.

Vida, con il suo gesto, ha dato il via ad una reazione a catena che ha visto altre ragazze salire su quella cabina a Teheran, e in molte altre città iraniane, e togliersi il velo. Queste donne coraggiose vengono chiamate le Ragazze della Via della Rivoluzione. Perché è lì che tutto ebbe inizio.

Solo a Teheran, si contano oltre 35 donne malmenate e arrestate da dicembre 2017, per aver partecipato alle proteste pacifiche contro la pratica discriminatoria e abusiva del velo obbligatorio.

Probabilmente l’obbligo di portare il velo è la discriminazione più visibile per le donne in Iran, ma a questa vanno aggiunte molte altre come le leggi ingiuste su matrimonio, figli, eredità, libertà di movimento e tante altre discriminazioni purtroppo subite dalle donne anche in Italia e tutto il mondo, quali la violenza economica, la precarietà, la disoccupazione, lo sfruttamento, gli abusi sessuali, la violenza del razzismo istituzionale e dei confini.

La lotta della donna per giustizia e uguaglianza non si limita infatti ai confini geografici, ma è da portare avanti insieme a livello globale. 

Per questo motivo cogliamo l’occasione di questa importante giornata per aderire all’iniziativa delle nostre sorelle della Non Una Di Meno e fare forza #wetoogether per rivendicare abolizione della legge del velo obbligatorio in Iran e sventolare insieme la bandiera di battaglia contro ogni forma di oppressione sulle donne. 

#wetoogether



Contatti: 
Inviare messagi a Pagina facebook “Event Maker Iran Italy”https://www.facebook.com/EventMakerIranItaly/




Sunday, 4 February 2018

Arrestati 34 lavoratori dello stabilimento di Haft Tapeh


Almeno 34 lavoratori dello stabilimento di Canna di Zucchero di Haft Tapeh in Iran sono stati arrestati dalle forze speciali di polizia mentre scioperavano il 4 febbraio.

Secondo il canale di Telegram dei Sindacati di Haft Tapeh, Ismail Bakhshi, Keramat Pam, Rahim Besak e Ramadan Alipour, sono tra i detenuti. I quattro furono stati interrogati negli giorni scorsi.

Qualche giorno fa Ismail Bakhshi fu stato aggredito da delle persone mascherate le cui identità non sono state identificate finora e la polizia non ha commentato questo.

I sindacati di Haft Tapeh nel loro comunicato del 4 febbraio hanno dato notizie del numero elevato delle forze di sicurezza presso lo stabilimento dicendo di averlo trasformato ad una caserma.  Il sindacato ha chiesto la liberazione immediata e incondizionata degli arrestati e l’uscita delle forze di sicurezza dallo stabilimento.

I lavoratori di Haft Tapeh avevano ripetutamente chiesto che la proprietà dello stabilimento fosse restituita al governo dal settore privato. Alcune altre industrie in Iran hanno avuto una simile richiesta.

I lavoratori di Haft Tapeh dicono che quando la fabbrica era gestito dal governo, i problemi economici e di fallimento non c’erano.  Ma il governo di Rouhani insiste sulle privatizzazioni.

Estratto di: https://goo.gl/QN8ErS