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Saturday, 23 June 2018

Le proteste degli studenti continuano


Le proteste continuano nelle Università di Teheran da parte degli studenti contro le condanne pesanti emesse nei confronti dei propri compagni.


I manifestanti dell’Università di Allameh Tabatabai hanno firmato una petizione di solidarietà a sostegno degli studenti arrestati condannando le pesanti pene deliberate ai danni degli studenti detenuti.

Secondo alcune segnalazioni, hanno inoltre aderito all'iniziativa, i centri culturali dell'Università Khaie Nasir Tusi.

Fonti degli studenti hanno denunciato la scorsa settimana l'emissione delle condanne preliminarie contro diversi studenti detenuti che avevano protestato il mese scorso.
Secondo le fonti, "Sina Darwish Ingegneria Civile", "Layla Hoseinzade", "Ali Mozaffari", "Abramo Khalidi", "Mohsen Haghshenas" e "Cena Rabii", hanno avuto lunghe pene detentive, da uno a otto anni e il divieto di lasciare il paese.

Fonte: RFI

Friday, 22 June 2018

SIT-IN 23 GIUGNO: SAVE RAMIN HOSSEIN PANAHI - NO ALLA PENA DI MORTE


Cari amici

Come noto, Ramin Hossein Panahi, attivista kurdo iraniano,  è stato arrestato e condannato a morte lo scorso anno dalle autorità giudiziarie della Repubblica Islamica dell’Iran, con l'accusa di “insurrezione armata contro lo stato” e appartenenza al partito nazionalista kurdo Komala.

Numerose notizie e segnalazioni raccontano dell'uso della tortura contro Ramin Hossein Panahi nonché  la mancanza di accesso ai legali e all’assistenza medica durante la sua detenzione.

Tali segnalazioni hanno sollevato molte preoccupazioni e dubbi riguardante il processo giudiziario con cui il caso è stato gestito. Secondo Amnesty International "un palese caso di ingiustizia dall’inizio alla fine del procedimento giudiziario. Presentatosi in aula con ancora visibili i segni delle torture subite durante gli interrogatori, è stato condannato a morte in meno di un’ora senza neanche conoscere le prove a suo carico."

Nonostante le pressioni da parte della comunità internazionale, le autorità giudiziarie iraniane insistono che la sua condanna a morte è stata emessa e la sentenza sarà eseguita.

Secondo la famiglia di Ramin Hossein Panahi, nelle ultime ore, la probabilità di mettere in atto la sua condanna a morte è aumentata e Ramin potrebbe essere impiccato da un momento all’altro.  Infatti, nella città di Sanadaj dove Ramin è stato detenuto,  ci sono state le proteste e sta regnando una forte atmosfera di tensione e di sicurezza.

Siamo un gruppo di attivisti e cittadini iraniani e non iraniani che ha deciso di dare una risposta pratica agli appelli della famiglia di Ramin e di riunirsi per salvare la vita di Ramin hossein Panahi. Abbiamo deciso di organizzare raduni e proteste,  nella giornata di 23 giugno, in decine di città del mondo per protestare contro questa sentenza crudele e disumano e chiedere la sua immediata revoca ed la liberazione incondizionata di Ramin Hosein Pahani.

Non dobbiamo permettere che un’altra persona innocente venga uccisa.

L'elenco delle città che hanno già aderito a questa azione globale è riportato sotto e sarà costantemente aggiornato.

Ginevra
Roma 
Firenze 
Vienna
Dortmund
Berlino
Colonia
Brussel

A Roma e Firenze le manifestazioni si terranno:

ROMA - ore 16.30 Via Nomentana 361, davanti all'Ambasciata Iraniana

FIRENZE - ore 18 in Piazza Strozzi insieme ad Amnesty International  








Wednesday, 20 June 2018

Proteste per la mancanza dell'acqua in Abadan


I cittadini di Abadan si sono radunati nella giornata di mercoledì20 giugno davanti all’azienda di acqua e fognatura, per protestare contro la mancanza dell’acqua. 
Durante le proteste la gente urlava:
“il nostro nemico è qui, mentono quando dicono che è l’America”

Alcuni altri cittadini hanno bloccato la strada nella città di Vahdatie in Khuzestan per protestare contro la mancanza dell’acqua potabile.

Le foto nei social network fanno vedere acqua del rubinetto di color marrone e la gente che si è messo in fila con bidoni di plastica sotto il sole di 50 gradi per prendere la propria porzione dell’acqua.












Tuesday, 19 June 2018

Proteste degli studenti dell'Università di Teheran





Un gruppo degli studenti dell’Università di Teheran si sono astenuti dagli esami, per protestare contro le pene pesanti emesse contro i propri compagni della facoltà di scienze. Lunedì è stata inoltre organizzata una manifestazione con la partecipazione congiunta degli studenti ed i docenti.

Nei mesi scorsi 11 studenti della facoltà delle scienze sono stati arrestati e tre sono stati condannati a complessivamente 15 anni di detenzione ed il divieto di uscire dal paese.  Gli studenti condannati hanno una età tra 18 e 22 anni.  Uno studenti di 22 anni è stato condannato a 8 anni di incarcerazione.

Fonte: DW