Search This Blog

Sunday, 4 February 2018

Arrestati 34 lavoratori dello stabilimento di Haft Tapeh


Almeno 34 lavoratori dello stabilimento di Canna di Zucchero di Haft Tapeh in Iran sono stati arrestati dalle forze speciali di polizia mentre scioperavano il 4 febbraio.

Secondo il canale di Telegram dei Sindacati di Haft Tapeh, Ismail Bakhshi, Keramat Pam, Rahim Besak e Ramadan Alipour, sono tra i detenuti. I quattro furono stati interrogati negli giorni scorsi.

Qualche giorno fa Ismail Bakhshi fu stato aggredito da delle persone mascherate le cui identità non sono state identificate finora e la polizia non ha commentato questo.

I sindacati di Haft Tapeh nel loro comunicato del 4 febbraio hanno dato notizie del numero elevato delle forze di sicurezza presso lo stabilimento dicendo di averlo trasformato ad una caserma.  Il sindacato ha chiesto la liberazione immediata e incondizionata degli arrestati e l’uscita delle forze di sicurezza dallo stabilimento.

I lavoratori di Haft Tapeh avevano ripetutamente chiesto che la proprietà dello stabilimento fosse restituita al governo dal settore privato. Alcune altre industrie in Iran hanno avuto una simile richiesta.

I lavoratori di Haft Tapeh dicono che quando la fabbrica era gestito dal governo, i problemi economici e di fallimento non c’erano.  Ma il governo di Rouhani insiste sulle privatizzazioni.

Estratto di: https://goo.gl/QN8ErS

Wednesday, 3 January 2018

Le ragazze della Via della Rivoluzione si sono riprodotte



nella mia città si è accesa una luce, più luminosa del sole

Dopo l'azione coraggiosa di Vida Movahed, la prima donna Iraniana che il 27 dicembre 2017 si è tolto il velo nel pubblico e lo ha sventolato come una bandiera in protesta contro il velo obbligatorio, altre ragazze iraniane hanno deciso di diventare come Vida una "Ragazza della Via della Rivoluzione" e ripetere la stessa azione per dire no al velo obbligatorio!

Si chiamano le Ragazze della Via della Rivoluzione perché la prima azione, quella di Vida, è avvenuta proprio in Via della Rivoluzion in Teheran. 








Il video dimostra alcune immagini delle proteste delle Ragazze della Via della Rivoluzione.



Tuesday, 2 January 2018

Comunicato delle Organizzazioni Indipendenti dei Lavoratori in merito alle proteste del popolo

Quando i governatori raggiungono un vicolo cieco e restano senza nessuna soluzione per superare la crisi che di per sé hanno creato, e quando il popolo, stanco di oppressione e ingiustizia, non vuole più portarne il peso, allora arriva il momento delle proteste sociali, grandi e stravolgenti. 

E’ così che da  quattro giorni le persone sfinite dall’oppressione, dal carovita, dalla povertà e dalla disoccupazione, hanno preso possesso delle strade in tutto il paese e  con fermezza hanno gridato le proprie rivendicazioni per porre fine a questa situazione infernale.

Rivendicazioni che oggi sono alla base di manifestazioni e di raduni partecipati dalle masse dei lavoratori iraniani, mirate a protestare contro il carovita, la povertà e la disoccupazione. Rivendicazioni che per anni sono state gridate da operai, insegnanti, infermieri, studenti e da tutta la classe di lavoratori della società. Nonostante ciò, i governatori hanno continuato a saccheggiare e derubare le ricchezze della nostra società senza prestarci alcuna attenzione.

Quella a cui siamo testimoni oggi nelle varie città, è un'esplosione di rabbia delle masse di lavoratori e lavoratrici, da una parte accumulata per il saccheggio e le frodi miliardarie da parte dei più alti esponenti del governo, e di persone e istituzioni finanziarie vicine al centro del potere, e dall’altra, per la povertà e la miseria di milioni di persone nonché per la disoccupazione di operai e giovani, il maltrattamento di venditori ambulanti e facchini transfrontalieri, i salari ben inferiori alla soglia di povertà, le fustigazioni, le incarcerazioni e le esecuzioni, di fronte ad ogni richiesta di rispetto del diritto e della libertà.

Quelli che  a ogni giusta protesta dei lavoratori e del popolo fino a ieri hanno risposto con processi e incarcerazioni e ora definiscono "sediziose" le attuali manifestazioni,  devono sapere che è ormai arrivata l’ora di grandi cambiamenti in questo paese e che nessuna forza repressiva potrà resistere davanti alla volontà di noi lavoratori e lavoratrici e del popolo iraniano in ricerca di giustizia e libertà.


Ciò che è chiaro, è che le nostre richieste gridate insieme alle masse dei lavoratori iraniani di porre fine alla povertà e miseria, devono essere accolte:

va eliminata qualsiasi forma di repressione, soffocamento e incarcerazione;  
tutti i prigionieri politici devono essere liberati;
i saccheggiatori della ricchezza della società nonché i perpetratori e gli esecutori della repressione e del soffocamento, con qualsiasi ruolo e posizione, devono essere processati;
devono essere restituiti alla gente tutti i beni saccheggiati dalle istituzioni finanziarie;
il salario minimo degli operai e dei dipendenti pubblici e privati deve essere aumentato cinque volte rispetto all’importo attuale;
i privilegi e gli stipendi astronomici di chi ricopre posti governativi devono essere aboliti;
devono essere garantite la costituzione dei sindacati e delle organizzazioni civili indipendenti e la libertà di espressione, di stampa e di partito, e tutto quello che è il volere del popolo deve essere subito realizzato.

Ovviamente la mancanza di attenzione nei confronti delle aspirazioni degli operai e dei lavoratori iraniani, con la demagogia o la soppressione delle proteste o le incarcerazioni, nonché con il tentativo di cavalcare l’onda delle proteste da parte degli attuali o dei precedenti partiti di governo e di opposizione, non porterà da nessuna parte e questa volta saremo noi lavoratori e il popolo, restando uniti e solidali e continuando le protese, a decidere per il nostro destino.


I firmatari  in ordine alfabetico:

Unione libera di lavoratori iraniani
Associazione dei lavoratori elettrici e metalmeccanici di Kermanshah
Sindacato dei pittori della provincia di Alborz
Centro per la difesa dei laburisti
Comitato per seguire l'istituzione di organizzazioni sindacali

1 gennaio 2018




Friday, 29 December 2017

Il secondo giorno di proteste di scala nazionale in Iran


Proteste per la disoccupazione, il carovita, la corruzione ela repressione nelle città di Kermanshah, Rasht, Sari, Qom, Qazvin, Hamedan, Isfahan, Khorramabad, Bojnoord, Quchan, Teheran e altro ancora.


Venerdì 29 Dicembre 2017 le sudette città Iraniane, sono state testimoni di proteste da parte dei giovani e cittadini contro la disoccupazione, l'inflazione, la corruzione, la repressione.



Kermanshah: un gruppo di giovani e cittadini del paese sono radunati nella Piazza di Azadi e hanno condotto marcia verso Beheshti Bldvd e si sono trovati davanti ad un attacco delle forze dell’ordine. Gli slogan lanciate dai manifestanti comprendevano:

Unità, Unità
Siamo tutti insieme
O la morte o la libertà
Prigioniero politico deve essere libero


Rasht:  le proteste sono continuate fino alla notte e le forze dell’ordine hanno lanciato gas lacrimogeni e gas a pepe verso i manifestanti.

Shiraz: Un gruppo di giovani e cittadini di Shiraz, sono radunati nei pressi dell’ Università di Shiraz cantato gli slogan.

Teheran: L’assistente politico al vice governatore di Teheran ha dato notizie di manifestazioni nelle piazze della città di Tehran e l’arresto di alcuni manifestanti.
L’assistente della sicurezza della Regione di Teheran ha annunciato l’arresto provvisorio di pochi partecipanti alle manifestazioni in questa giornata e confermato che la polizia, dopo aver registrato i dati di queste persone, ha intenzioni di rilasciarli quanto prima.
Mohsen Nasaj Hamedani in risposta alla domanda se c’è stato qualche confronto dalla polizia fino ad ora in qualche manifestazione ha ricordato: “non ci sono state molte adesioni, rispetto al volume della campagna svolta per queste manifestazioni. In alcune piazze erano presenti solo poche persone che hanno lasciato la scena dopo alcuni avvertimenti amichevoli.”
L’assistente della sicurezza della Regione ha aggiunto “in una delle piazze c’erano meno di 50 persone e alcuni hanno lasciato la scena dopo l’avvertimento della polizia, ma pochi sono rimasti nonostante l’avvertimento. Successivamente e a seguito della nostra autorizzazione, pochi sono stati messi all’arresto provvisorio con l’ordine giudiziario.